PrimaLevigatura del marmo
Per rimettere in piano le lastre e cancellare i graffi profondi prima di lucidare.
Riportiamo il marmo alla finitura che desidera, dall’opaco al lucido a specchio, lavorando la pietra con abrasivi diamantati e acqua.

La lucidatura del marmo a Milano è la lavorazione che più spesso ci viene richiesta, e anche quella più spesso fraintesa. Molti pensano che un pavimento brillante sia il risultato di una cera ben stesa o di un prodotto “ravvivante”. In realtà la luce che vede riflessa su un marmo appena lucidato viene dalla pietra stessa: dalla sua superficie resa così regolare, a livello microscopico, da rimandare la luce come uno specchio.
Per arrivarci si lavora con una progressione di abrasivi diamantati, montati su macchine monospazzola o planetarie, sempre con acqua. Ogni passaggio cancella i segni del precedente con una grana più fine, finché la superficie non raggiunge l’aspetto desiderato: opaco, levigato, satinato oppure lucido a specchio. Nessuna cera, nessuna vernice, nessuna pellicola che si consuma o ingiallisce nel tempo.
Il risultato è un marmo che resta pietra in ogni senso: traspirante, facile da pulire, e che in futuro si potrà rilucidare senza dover prima togliere strati di prodotti accumulati negli anni.
La finitura dipende dall’ultima grana utilizzata. Ognuna ha un carattere preciso e un comportamento diverso nella vita di tutti i giorni: vale la pena sceglierla con calma, guardando la stanza, la luce e l’uso che ne farà.
Superficie piana e senza riflessi, dal tono più chiaro e polveroso. Nasconde bene i piccoli segni d’uso ed è apprezzata nei bagni e negli ambienti dal gusto minimale.
Un passo oltre l’opaco: la pietra è liscia al tatto, il colore si fa più profondo ma la luce resta diffusa. È la finitura classica di molti pavimenti d’epoca lombardi.
Un riflesso morbido, quasi setoso, che valorizza le venature senza abbagliare. Ottimo compromesso per saloni luminosi e per piani d’appoggio molto usati.
Riflesso pieno, colori saturi, venature nitide. È la finitura più scenografica, ideale per ingressi, hall e superfici che devono catturare lo sguardo.
La lavorazione ad acqua raffredda gli abrasivi, trattiene la polvere e permette di controllare in ogni momento lo stato della superficie. Tra un passaggio e l’altro asciughiamo una porzione di pavimento e la osserviamo in luce radente: solo quando i segni della grana precedente sono scomparsi si passa alla successiva.
Il marmo è una pietra calcarea, composta in gran parte da carbonato di calcio. È relativamente tenera: la sabbia portata dalle scarpe agisce come una carta abrasiva finissima e, passo dopo passo, riempie la superficie di micrograffi che disperdono la luce. Il risultato è quel “sentiero” opaco che si vede nei corridoi, davanti al divano o tra il portone e l’ascensore di un androne.
A questo si aggiungono le sostanze acide. Limone, aceto, vino, bibite gassate, ma anche detergenti anticalcare usati in buona fede, reagiscono con il carbonato e lasciano aloni opachi che nessun panno riesce a togliere. A Milano l’acqua è piuttosto calcarea, e proprio per questo nelle case si tende a usare prodotti anticalcare anche sul marmo del bagno o della cucina: è una delle cause più frequenti di opacità che incontriamo.
Infine ci sono i vecchi trattamenti. Cere, “cristallizzanti” fai-da-te e lucidanti a base di resine formano un film che col tempo si graffia, trattiene lo sporco e ingiallisce. In questi casi la lucidatura comincia con la rimozione di questi strati, perché la luce va ritrovata sulla pietra nuda.


Non sempre serve una levigatura completa. Se il pavimento è piano e i danni sono superficiali, una lucidatura ben condotta è sufficiente e richiede meno tempo.
Su un angolo poco visibile verifichiamo la reazione della pietra e Le mostriamo la finitura che si otterrà, così la scelta avviene sul Suo marmo e non su un catalogo.
Copriamo battiscopa e arredi fissi, rimuoviamo lo sporco profondo ed eventuali residui di cera con prodotti adatti al calcare.
Passaggi successivi con diamantati a grana sempre più fine, ad acqua, aspirando l’acqua di lavorazione e controllando la superficie in luce radente.
L’ultimo passaggio definisce il grado di riflesso. La pietra viene risciacquata e lasciata asciugare in modo uniforme.
Su richiesta applichiamo un protettivo idro e oleorepellente che non forma pellicola e non cambia l’aspetto della finitura.
Graffi profondi, lastre disallineate o superfici molto sollecitate richiedono un passaggio in più, prima o dopo la lucidatura.
PrimaPer rimettere in piano le lastre e cancellare i graffi profondi prima di lucidare.
DopoPer indurire la superficie lucida nei punti di passaggio intenso.
ProtezionePer rallentare l’assorbimento di macchie su cucine, bagni e tavoli.
Dipende dal traffico e dalla manutenzione. In un appartamento con una pulizia corretta, a pH neutro e senza prodotti acidi, il lucido si mantiene a lungo; in un androne condominiale il sentiero di passaggio tende a riformarsi prima. Un passaggio di manutenzione leggera, a distanza di tempo, permette di conservare il risultato senza ripartire da capo.
No: il lucido si ottiene meccanicamente, con abrasivi diamantati sempre più fini lavorati ad acqua. È la pietra a riflettere la luce. Al termine possiamo applicare un protettivo traspirante, che non forma pellicola e lascia intatta la finitura scelta, ma non usiamo cere che col tempo si graffiano e ingialliscono.
Certamente. Fermando la progressione degli abrasivi a una grana intermedia si ottiene una finitura levigata o satinata, con un riflesso più morbido. Prima di iniziare Le mostriamo il risultato su una zona campione, così può decidere guardando il Suo pavimento con la luce reale della stanza.
Toglie gli aloni opachi causati dagli acidi, perché asporta lo strato superficiale corroso. Le macchie scure assorbite in profondità, come olio, ruggine o vino rimasto a lungo, richiedono invece una smacchiatura specifica con impacchi assorbenti, da fare prima della lucidatura per non doverla ripetere.
Il prezzo dipende dai metri quadrati, dallo stato della superficie, dalla presenza di vecchie cere da rimuovere, dalla finitura richiesta e dall’accesso al cantiere, per esempio piano, ascensore e possibilità di scarico. Dopo il sopralluogo riceve un preventivo scritto, dettagliato e gratuito.
Può scriverci su WhatsApp inviando qualche foto del pavimento, scattata con luce naturale e anche in controluce, oppure compilare il modulo di richiesta preventivo. Le rispondiamo rapidamente per fissare un sopralluogo nel giorno che preferisce.
Dai pavimenti dei palazzi di Brera agli appartamenti di CityLife, organizziamo il cantiere tenendo conto di Area C, ascensori e regolamenti di condominio.
Ci invii qualche foto su WhatsApp o compili il modulo: fissiamo un sopralluogo e Le prepariamo un preventivo gratuito con la finitura che preferisce.