GradiniScale in marmo
Pedate livellate, spigoli ricostruiti e alzate pulite, gradino per gradino.
Scale, androni, pavimenti e camini dei palazzi signorili tra l’Arco della Pace e corso Sempione.
Il restauro marmo a Sempione significa quasi sempre lavorare su pietre che hanno un secolo o più di storia. Il quartiere si è sviluppato tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento lungo l’asse di corso Sempione, il grande viale alberato che parte dall’Arco della Pace e dal parco Sempione e si allunga verso nord-ovest. È una delle zone residenziali più eleganti di Milano, costruita per la borghesia cittadina con palazzi dalle facciate decorate, portoni monumentali e cortili interni.
Dentro questi edifici il marmo è parte dell’architettura stessa. Gli androni d’ingresso alternano lastre chiare e scure in disegni geometrici, le scale principali hanno gradini massicci in pietra con corrimano in ferro battuto, i pianerottoli mostrano spesso intarsi o fasce in marmi colorati. Negli appartamenti si incontrano camini con cornici scolpite, soglie in pietra tra un ambiente e l’altro, bagni d’epoca e, nei palazzi d’inizio Novecento influenzati dal Liberty, dettagli decorativi che non si ritrovano altrove.
Les Traitements du Sud affronta queste superfici con il rispetto che richiedono: l’obiettivo non è renderle “nuove”, ma restituire loro la dignità originale conservando il carattere che il tempo ha dato alla pietra.

Nei condomini signorili della zona ricorrono le pietre che hanno costruito la Milano tra Otto e Novecento. Il Botticino bresciano, color avorio, è diffusissimo su scale e pavimenti degli androni. Il Ceppo di Gré, pietra lombarda dall’aspetto conglomerato, compare in zoccolature e basamenti. I bianchi di Carrara e i bardigli grigi si alternano nei pavimenti a scacchiera, mentre rossi, verdi e neri sottolineano cornici, fasce e soglie.
Ognuno di questi materiali reagisce in modo diverso alla levigatura e alla lucidatura. Il Botticino accetta molto bene un lucido profondo; i marmi colorati possono contenere venature più tenere che si svuotano; i pavimenti a scacchiera combinano pietre di durezza differente, che vanno lavorate in modo da non creare dislivelli tra i riquadri.
Per questo il sopralluogo comincia sempre dall’identificazione dei materiali, prima di qualunque proposta.
Nei palazzi della zona i danni raccontano la storia dell’edificio. Questi sono quelli che incontriamo più spesso.
Pedate incavate al centro e spigoli arrotondati o scheggiati dopo generazioni di salite e discese.
Strati di cera accumulati per decenni che trattengono lo sporco e spengono il colore naturale del marmo.
Piccoli dislivelli tra le lastre dovuti all’assestamento dell’edificio, che trattengono la polvere e fanno inciampare.
Fuliggine e ingiallimenti su cornici scolpite, spesso accompagnati da piccole rotture negli angoli.

Su un pavimento o una scala d’epoca scegliamo sempre la lavorazione meno invasiva in grado di risolvere il problema. Prima si rimuovono le vecchie cere con prodotti specifici, poi si valuta se serve davvero una levigatura o se basta una lucidatura progressiva. Le scheggiature dei gradini vengono ricostruite con resine e polveri di marmo in tinta, i giunti degradati vengono ripresi.
Quanto alla finitura, nei palazzi storici spesso la scelta migliore è un lucido morbido o un satinato, più coerente con l’aspetto originale di un marmo posato cento anni fa rispetto a un effetto specchio. Ne discutiamo con Lei, o con l’amministratore, prima di iniziare.
Oltre alle parti comuni, molti interventi in zona riguardano gli appartamenti. Nei palazzi signorili le ristrutturazioni si sono succedute nel corso dei decenni, e capita spesso di trovare nella stessa casa un pavimento originale in marmo nel salone, soglie in pietra consumate tra le stanze, un bagno rifatto negli anni Sessanta e una cucina recente con piano in marmo bianco. Ognuna di queste superfici ha un’età e un livello di usura diversi.
Il nostro lavoro consiste anche nel rendere coerente l’insieme: uniformare la brillantezza tra il pavimento d’epoca e quello posato più di recente, livellare le soglie che sporgono dopo la posa di un nuovo parquet, ridare luce ai rivestimenti di un bagno d’epoca senza alterarne il colore. La vicinanza al parco Sempione porta inoltre in casa, soprattutto nelle stagioni secche, polvere e sabbia fine che opacizzano gli ingressi più in fretta del previsto: un buon tappetino e un protettivo adatto fanno già una grande differenza.
I palazzi del quartiere sono abitati, spesso con ascensori d’epoca di piccole dimensioni e regolamenti di condominio precisi. Organizziamo ogni cantiere di conseguenza.
Riconosciamo le pietre, misuriamo l’usura e i dislivelli, individuiamo cere e trattamenti precedenti.
Le presentiamo la lavorazione meno invasiva adatta, con finitura, tempi e organizzazione del cantiere.
Rimozione delle vecchie cere e dello sporco incrostato, per ritrovare il colore reale della pietra.
Riparazioni, levigatura se necessaria, lucidatura fino alla brillantezza concordata.
Un protettivo traspirante e le indicazioni per la pulizia di ogni giorno, senza cere.
GradiniPedate livellate, spigoli ricostruiti e alzate pulite, gradino per gradino.
Parti comuniPavimenti a disegno geometrico riportati alla luce senza chiudere l’ingresso.
DecoriCornici scolpite pulite dalla fuliggine e riparate negli angoli.
Quando le lastre sono disallineate o profondamente graffiate, la soluzione è la levigatura del marmo.
Nella maggior parte dei casi sì: i marmi posati all’epoca hanno spesso spessori generosi, che permettono una levigatura senza problemi. Prima però verifichiamo lo stato del sottofondo, la presenza di lastre lesionate e il tipo di pietra. Se basta una lucidatura, evitiamo di levigare per conservare il più possibile il materiale originale.
Con decapanti specifici per pietra calcarea, applicati per settori e rimossi con macchina monospazzola e aspiraliquidi. Spesso sotto le cere il marmo ritrova un colore più chiaro e naturale. Solo dopo questa fase valutiamo se serve una levigatura o se è sufficiente lucidare.
Sì. Lavoriamo su una parte della larghezza dei gradini o su alcune rampe alla volta, lasciando sempre un passaggio sicuro e segnalato. I tempi vengono concordati con l’amministratore e comunicati ai condomini con anticipo, rispettando gli orari del regolamento.
Quasi sempre. La fuliggine si rimuove con impacchi e prodotti specifici che lavorano in profondità nella pietra, senza abrasioni aggressive sulle parti scolpite. Le piccole rotture negli angoli si ricostruiscono in tinta, poi la cornice viene lucidata o satinata secondo l’aspetto originale.
Dipende dalla superficie, dal tipo di marmo, dallo stato delle cere e delle lastre, dalle riparazioni necessarie e dagli orari imposti dal regolamento. Dopo il sopralluogo l’amministratore riceve un preventivo scritto, gratuito e dettagliato, utilizzabile anche per l’assemblea.
Può scriverci su WhatsApp, anche con alcune foto delle superfici, oppure compilare il modulo di richiesta preventivo. La contatteremo rapidamente per fissare il sopralluogo.
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