RiflessoLucidatura del marmo
Per ridare uniformità al lucido a specchio dei grandi formati senza alterare la planarità.
Lucidatura, levigatura e protezione del marmo nelle residenze contemporanee e nei palazzi di corso Garibaldi.

Il restauro marmo a Porta Nuova non assomiglia a quello di un palazzo ottocentesco. Qui la pietra è stata posata pochi anni fa, spesso in lastre di grande formato, con giunti sottilissimi e finiture lucide a specchio pensate per riflettere la luce delle vetrate. Proprio per questo ogni graffio, ogni alone di calcare e ogni sentiero opaco davanti all’ascensore si vedono subito, e la tolleranza dei residenti e dei gestori verso l’usura è molto bassa.
Les Traitements du Sud interviene nelle residenze e negli spazi comuni del quartiere con un approccio pensato per questi materiali: levigature leggere che non intaccano lo spessore delle lastre sottili, lucidature progressive per ritrovare l’uniformità del riflesso, protezioni traspiranti adatte ai marmi chiari usati negli interni recenti.
Il sopralluogo e il preventivo sono gratuiti. Può anche inviarci qualche foto su WhatsApp: spesso bastano per una prima valutazione e per capire quale lavorazione proporre.
Porta Nuova è il volto più recente di Milano. Attorno a piazza Gae Aulenti, sopraelevata rispetto alla strada e circondata da torri di vetro e acciaio, sono sorti in pochi anni edifici per uffici e residenze di nuova generazione. Gli interni seguono un linguaggio preciso: ingressi a tutta altezza, hall con portineria, corridoi luminosi e appartamenti dove il marmo è usato in modo continuo, dal pavimento del soggiorno al rivestimento del bagno, spesso senza soluzione di continuità tra un ambiente e l’altro.
Le pietre più frequenti in questo tipo di architettura sono i bianchi venati, come Calacatta e Statuario, i grigi delicati, i travertini stuccati e alcuni marmi scuri usati per contrasto su piani e rivestimenti. Sono posati in lastre ampie, a volte su riscaldamento a pavimento, con fughe ridotte al minimo. Quando la superficie si segna, non si può semplicemente “ripassare”: bisogna rispettare la planarità d’origine, lo spessore disponibile e la continuità delle venature tra una lastra e l’altra.
Basta però attraversare il quartiere verso sud per cambiare epoca. Corso Garibaldi e le vie che scendono verso Brera conservano case di ringhiera, palazzine di fine Ottocento e condomini del Novecento con scale in pietra e androni più raccolti. Qui ritroviamo il Botticino, il Ceppo, le graniglie e le pedate consumate al centro da generazioni di passaggi. Nello stesso giro di sopralluoghi possiamo quindi trovarci davanti a una lastra di Calacatta di pochi anni e a una scala di inizio Novecento: due mondi che richiedono strumenti, abrasivi e tempi diversi.
Negli edifici contemporanei il marmo non è consumato dal tempo ma da un uso intenso e da una manutenzione non sempre adatta. Ecco i casi che incontriamo più di frequente nel quartiere.
Micrograffi dovuti alla sabbia portata dalle scarpe, che spengono il riflesso in prossimità degli ingressi e delle portefinestre sulle terrazze.
Prodotti acidi o anticalcare usati per errore su pavimenti e piani lasciano opacità a forma di goccia, di straccio o di flacone.
L’acqua milanese è dura: su piatti doccia e rivestimenti in Calacatta si formano velature che i normali detergenti non tolgono senza danneggiare la pietra.
Tra portone, portineria e ascensori il calpestio crea un percorso più opaco, ben visibile sotto la luce radente delle grandi vetrate.
Le lastre di grande formato sono spesso più sottili e posate con fughe minime. Lavoriamo con macchine a peso controllato e abrasivi diamantati a grana progressiva, controllando il risultato con luce radente dopo ogni passaggio, per ottenere un riflesso uniforme da una parete all’altra senza ridurre inutilmente lo spessore della pietra.
Negli edifici del quartiere la logistica è spesso regolata con precisione da portineria, gestione e regolamento interno. Prepariamo ogni intervento tenendo conto di questi vincoli.
Ci invia alcune immagini del pavimento, del bagno o della hall: individuiamo già il tipo di pietra e la natura del danno.
In loco misuriamo la profondità dei graffi, la planarità tra le lastre e la tenuta delle fughe, e facciamo una piccola prova se serve.
Riceve un documento con le lavorazioni, la finitura prevista, i tempi e le modalità d’accesso concordate con l’edificio.
Levighiamo, lucidiamo o cristallizziamo, poi applichiamo un protettivo e Le lasciamo le istruzioni per la pulizia quotidiana.
Per un marmo recente la soluzione è quasi sempre una combinazione mirata di poche lavorazioni, scelta dopo il sopralluogo.
RiflessoPer ridare uniformità al lucido a specchio dei grandi formati senza alterare la planarità.
Spazi comuniIngressi e hall trattati a settori, con orari concordati con la gestione dell’edificio.
CalcarePiatti doccia e rivestimenti liberati dalle velature di calcare e protetti contro le nuove macchie.
Per i piani in pietra chiara di cucine e isole consulti anche la pagina dedicata al trattamento protettivo del marmo.
Sì, ed è più comune di quanto si pensi. Il marmo è una pietra calcarea: la sabbia lo riga, gli acidi lo opacizzano e il calpestio intenso consuma il lucido in pochi mesi nelle zone di passaggio. Un intervento tempestivo è generalmente leggero, rapido e conserva lo spessore della pietra, mentre rimandare porta a lavorazioni più profonde.
Sì, con alcune precauzioni. Verifichiamo lo spessore disponibile, la posa e l’eventuale presenza di riscaldamento a pavimento, poi scegliamo abrasivi e pressione adatti. Spesso non serve una levigatura profonda: una lucidatura progressiva a partire da grane medie basta a eliminare i micrograffi e a ritrovare un riflesso omogeneo.
Sì. Dividiamo la superficie in settori, delimitiamo l’area di lavoro e lasciamo sempre un percorso libero verso ascensori e portineria. I tempi e gli orari vengono concordati con il gestore dell’edificio e comunicati ai residenti con anticipo, in modo che nessuno sia sorpreso dal cantiere.
Non con i normali anticalcare, che sono acidi e corrodono la pietra. Rimuoviamo le velature meccanicamente, con abrasivi fini, poi ripristiniamo la finitura e applichiamo un protettivo idrorepellente che rallenta i nuovi depositi. Le lasciamo anche indicazioni sui prodotti neutri da usare ogni giorno.
Dipende dalla superficie, dal tipo di marmo, dalla profondità dei danni, dalla finitura desiderata e dalle condizioni di accesso dell’edificio. Per questo non pubblichiamo tariffe: dopo il sopralluogo riceve un preventivo scritto, dettagliato e gratuito, con ogni lavorazione indicata separatamente.
Può scriverci su WhatsApp, anche solo per inviarci alcune foto del Suo marmo, oppure compilare il modulo di richiesta preventivo presente sul sito. La contatteremo rapidamente per fissare il sopralluogo nel giorno e nell’orario più comodi per Lei.
Ci descriva la superficie da trattare o ci invii qualche foto: Le proporremo la lavorazione più adatta con un preventivo gratuito.