GradiniScale in marmo
Pedate, alzate e spigoli trattati gradino per gradino.
Scheggiature, crepe e spigoli di gradini rotti riparati in tinta con mastici e resine, per conservare la pietra originale.

Uno spigolo di gradino saltato sotto il peso di un mobile, una crepa che attraversa una lastra dell’androne, una scheggia sul bordo del piano cucina, un foro lasciato da un vecchio impianto: sono danni che spesso fanno pensare subito alla sostituzione. Nella maggior parte dei casi, invece, la riparazione del marmo a Milano permette di conservare la pietra originale, con il suo colore, le sue venature e la sua storia.
Lavoriamo con mastici e resine che coloriamo a mano, mescolando pigmenti e polvere di marmo fino a ottenere la tinta della lastra da riparare. Le cavità vengono riempite, i bordi mancanti ricostruiti, le fessure consolidate; poi la riparazione viene levigata e lucidata insieme alla pietra circostante, finché l’occhio non la distingue più.
Sostituire una lastra antica è spesso impossibile: lo stesso marmo può non essere più estratto, oppure il nuovo elemento avrebbe un tono troppo diverso da quello invecchiato in decenni di luce. Riparare è quasi sempre la scelta più rispettosa, e anche la più rapida.
Ogni danno ha la sua tecnica. La scelta del materiale di riempimento dipende dalla profondità, dalla posizione e dalle sollecitazioni che la riparazione dovrà sopportare.
Piccole cavità, fori di tasselli, porosità aperte: stuccatura a mastice in tinta, poi levigatura a filo della pietra.
Spigoli di gradini rotti o consumati: ricostruzione in resina caricata e sagomatura del profilo originale.
Consolidamento con resine fluide che penetrano nella fessura e ridanno coesione alla lastra.
Stuccature sbriciolate o annerite: svuotamento e nuova stuccatura in tono con il pavimento.
Il mastice per marmo, a base di resina poliestere, indurisce in pochi minuti e si leviga facilmente. È perfetto per riempire scheggiature, fori e giunti, e per tutte le riparazioni che verranno poi levigate e lucidate in serie con la pietra. Lo coloriamo con pigmenti in pasta, partendo dal fondo della lastra e aggiungendo, dove serve, una venatura tracciata a mano.
La resina epossidica ha tempi di presa più lunghi, ma un’adesione e una resistenza meccanica superiori. La scegliamo per incollare frammenti staccati, per ricostruire gli spigoli dei gradini che dovranno sopportare il calpestio e per consolidare le crepe, dove la sua fluidità le permette di penetrare in profondità. Nelle versioni trasparenti o leggermente caricate, lascia intravedere il disegno della pietra attraverso la fessura riparata.
In entrambi i casi l’abilità sta nel colore. Un marmo non è mai di una sola tinta: la riparazione invisibile riproduce i toni di fondo, le sfumature e, quando necessario, la direzione delle venature, e viene controllata in luce naturale prima della finitura.



Lo spigolo del gradino, il cosiddetto toro, è il punto più esposto di una scala: riceve gli urti dei traslochi, il peso delle valigie, il colpo dei tacchi. Nelle scale condominiali milanesi, spesso in Botticino o in marmi grigi lombardi, è frequente trovare gradini con lo spigolo rotto o arrotondato dall’usura.
Per ricostruirlo puliamo e irruviamo la frattura, inseriamo se necessario piccoli perni in acciaio inox per ancorare la ricostruzione, e modelliamo la resina caricata in tinta con una dima che riproduce il profilo dei gradini vicini. Dopo l’indurimento sagomiamo, levighiamo e lucidiamo lo spigolo, che torna sicuro e uniforme al resto della rampa. Si lavora un gradino alla volta, lasciando sempre la scala percorribile.
Capire perché il marmo si è rotto è importante quanto ripararlo. Negli edifici milanesi d’epoca incontriamo spesso lastre fessurate in corrispondenza di vecchie tubazioni o di travi del solaio, dove il sottofondo lavora in modo diverso dal resto del pavimento. Nelle soglie e nei davanzali, la ruggine di un’armatura o di una zanca metallica può gonfiarsi e spaccare la pietra dall’interno, lasciando anche un alone giallo-bruno da trattare a parte.
Sulle scale e negli androni la causa è quasi sempre meccanica: urti durante i traslochi, carrelli, oggetti pesanti caduti. Nei bagni e in cucina, invece, i fori lasciati da vecchi accessori e le scheggiature attorno al lavello sono i danni più comuni. Quando la causa è ancora attiva, per esempio un sottofondo che si muove, lo segnaliamo prima di intervenire, perché una riparazione durevole parte sempre da un supporto stabile.
Alcune semplici precauzioni rendono la riparazione più facile e più invisibile.
Capiamo la causa: urto, assestamento, ruggine di un’armatura, infiltrazione. Una crepa che si muove richiede una verifica del supporto prima della riparazione.
Puliamo, sgrassiamo e apriamo leggermente la cavità per garantire l’adesione del materiale.
Prepariamo la tinta su un campione, poi riempiamo, ricostruiamo o iniettiamo la resina.
Leviamo l’eccesso e portiamo la riparazione alla stessa finitura della pietra circostante.
Una riparazione si integra meglio quando la superficie intorno viene uniformata.
GradiniPedate, alzate e spigoli trattati gradino per gradino.
UniformitàPer rendere invisibili le riparazioni su pavimenti molto usurati.
MacchiePer ruggine e aloni che spesso accompagnano crepe e fori.
L’obiettivo è che non si veda a distanza di normale osservazione. Coloriamo il mastice o la resina a mano sul Suo marmo, riproducendo fondo e venature, e portiamo la riparazione alla stessa finitura della pietra. Su marmi molto venati o molto scuri la mimetizzazione è in genere eccellente; su bianchi uniformi richiede più attenzione, e Glielo spieghiamo con trasparenza prima di iniziare.
Raramente. Se la lastra è ancora ben ancorata al sottofondo e la crepa non si muove, la consolidiamo con resina fluida e la ripristiniamo in superficie. Se invece la lastra è staccata o il supporto ha ceduto, occorre prima verificarne la causa e, se possibile, rimetterla in sede prima della riparazione.
Con resina epossidica caricata e, quando serve, perni in acciaio inox, la ricostruzione ha una resistenza adatta al calpestio quotidiano, anche in una scala condominiale. La sagomiamo sul profilo dei gradini vicini, così il passo resta regolare e sicuro.
Sì, nella maggior parte dei casi. Scheggiature sul bordo, fori vicino al lavello o piccole crepe si riparano sul posto. Proteggiamo mobili ed elettrodomestici e, al termine, applichiamo un protettivo oleorepellente adatto al contatto con gli alimenti.
Dipende dal numero e dal tipo di danni, dalla difficoltà di colorazione, dalla necessità di perni o consolidamenti e dalla finitura dell’area circostante. Dalle foto possiamo già darLe un’indicazione; il preventivo scritto e gratuito arriva dopo il sopralluogo.
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